F.EL.C. Flusso di ELettroni Convogliati   Dott. Giorgio Fippi Medico Chirurgo - Viale della Marina 9 - Lido di Roma  lunedì e martedì  tel. 06 56.324 836 solo urgenze 3483339648  Google 
Venerdì 21 e sabato 22 ottobre 2016: 29° incontro di Medicina Estetica e Chirurgia non Ablativa ingresso ore 9,30
Chirurgia non Ablativa, branca della Chirurgia dermatologica, della Medicina e della Chirurgia Estetica e stata ideata, sviluppata e ogni giorno perfezionata dal prof. Giorgio Fippi.
Ogni trattamento attuabile con questa metodica deve essere effettuato con lo strumento adatto.   http://www.chirurgianonablativa.it 
Prima ho utilizzato Laser e Radio bisturi ma avevo delle limitazioni poi ho progettato e realizzato apparecchiature performanti (Felc, Plexer, Felc a plasma catodico e anodico) per evitare le limitazioni e gli effetti indesiderati di quanto presente sul mercato. http://www.fippi.net.
Prima Mondiale: il F.EL.C. catodico e anodico - Lo strumento innovativo per la nuova Chirurgia non Ablativa.
Caratteristiche tecniche innovative anche negli accessori.
Piccolissimo, Ergonomico, maneggevole, leggerissimo, impermeabile a liquidi e fumi.
Leggero e maneggevole grazie a un'elettronica sofisticata ultra miniaturizzata.
Dotato di batterie ad attacco magnetico tipo "insert and go" separate dal manipolo e anch'esse stagne e sterilizzabili.
Pack di batterie leggero e potente con ricarica ad aggancio magnetico per evitare gli ingombranti sistemi di ricarica a induzione.
Utilizzo continuo senza tempi di inattività dovuti alla ricarica grazie ai vari pack in dotazione.
Accensione senza interruttori meccanici.
Può essere pulito e sterilizzato per immersione nelle sterilizzatrici a ultrasuoni con citrosil azzurro per ferri chirurgici.. 
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Chirurgia non Ablativa al Plasma

Ossimoro proprietà intellettuale del dott. Giorgio Fippi e depositato come Marchio presso la Camera di Commercio di Roma.
La metodica è validata da numerose pubblicazioni dello stesso ideatore e da quelle degli altri medici, ricercatori in importanti Università, che hanno pubblicato in Italia e all'estero ricerche comparative suffragate da esami istologici e clinici. 

Agli inizi degli anni 2000 era impensabile poter effettuare interventi di blefaroplastica o di lifting cutaneo senza ricorrere alla chirurgia tradizionale.

Nel 2001 ho portato alla classe medica tutte le mie ricerche e i miei studi iniziati dal 1984 finalizzati a rendere più semplici e non chirurgiche le tecniche dermatologiche.
Cosa ho ideato per evitare la chirurgia tradizionale?
1 - Accorciare la pelle ridandole spessore, senza incidere e senza asportare tessuto.
2 - Allungare la pelle senza ricorrere ad autotrapianto.
3 - Operare per punti di sublimazione o combustione usando elettroni, protoni e plasma.
4 - Operare Evitando l'uso di radiofrequenza, LASER e microonde.
5 - Effettuare un lifting, senza chirurgia o fili di trazione, intrecciando il derma mediante un sottile ago-elettrodo.
6 - Aumentare il volume di labbra e zigomi senza iniettare materiali, utilizzando un sottile ago-elettrodo per creare un fuso autologo.

La vera innovazione è stata quella di rendere sempre più sicuri gli interventi eliminando totalmente la necessità di incidere i tessuti o utilizzare apparecchi (laser e radio bisturi) che in mani poco esperte possono essere causa di danni.

Esaminiamo i motivi che mi hanno convinto a cercare una soluzione diversa e che tanto del mio tempo mi avrebbe sottratto.

Per intervenire sugli inestetismi e sulle patologie cutanee, si utilizzano fondamentalmente tre forme di energia:
La luminosa, l’elettromagnetica e l’elettrica.
L’energia luminosa, utilizza fotoni per innalzare la temperatura dei tessuti da trattare o da distruggere.
Il principale rappresentante di questa categoria, è il L.A.S.E.R.
L.A.S.E.R. è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation.
Il laser è caratterizzato dal fatto di emettere un fascio di fotoni, che presentano una coerenza spaziale(sono tutti paralleli tra loro) ed una coerenza temporale(presentano la stessa frequenza di emissione).
Esistono vari tipi di L.A.S.E.R. ma per semplicità possiamo dividerli in due grandi gruppi: i L.A.S.E.R. a emissione nello spettro del visibile e quelli ad emissione nel campo dell’infrarosso.
Ciascun tipo di laser presenta un colore di emissione del suo fascio (frequenza espressa in nanometri) ed un colore complementare su cui agisce.
Un esempio per tutti, è il laser ad Argon che emette un fascio di luce verde che essendo complementare al rosso, è assorbito dall’emoglobina del globulo rosso, permettendo di coagulare dei piccoli capillari senza intaccare la cute soprastante.
I laser che operano nel campo del visibile, per operare su tessuti o lesioni di colore diverso dal complementare costringono l’operatore a utilizzare un cromoforo.
Nella tabella sono rappresentati i nomi dei principali tipi di L.A.S.E.R. utilizzati in Medicina e Chirurgia.
Il colore dei caratteri che compongono il loro nome, corrisponde al colore del fascio L.A.S.E.R. emesso, mentre lo sfondo rappresenta il colore complementare su cui agiscono.
Le cifre si riferiscono alla lunghezza d’onda espressa in nanometri.
I nomi dei L.A.S.E.R. scritti in nero rappresentano quelli ad emissione nel campo dell’infrarosso.
Essi agiscono principalmente su tessuti ricchi di acqua.
Con i L.A.S.E.R. si possono ottenere dei risultati eccellenti a patto di non strafare volendo trattare tessuti non idonei alla lunghezza d’onda di emissione.
Attenzione: con un solo tipo di L.A.S.E.R. non si possono trattare tutti i tipi di patologie e inestetismi.
Per farlo è necessario utilizzare almeno tre tipi diversi di L.A.S.E.R.
Come abbiamo visto sono molte le tipologie di laser che abbiamo con i quali potremo effettuare la quasi totalità degli interventi chirurgici.
Il LASER utilizza la luce e quindi il suo fascio di emissione può essere trasmesso, diffuso diffratto, riflesso e assorbito elevando la temperatura dei tessuti su cui è impiegato.
La luce del LASER presenta una coerenza spazio-temporale che ne determina le caratteristiche.
Il LASER per eccellenza è il Laser ad Argon a femtosecondi con il quale si eseguono interventi di altissima precisione una volta impensabili.
Oggi si utilizzano Laser per asportare tatuaggi ma con il rischio molto frequente di esitare aree depigmentate dovute al fatto di "cuocere" oltre al pigmento anche i melanociti che avrebbero dovuto far ripigmentare l'epidermide in modo fisiologico e che invece sono stati eliminati prima del pigmento.
Questo effetto è definito "Gost" il fantasma del tatuaggio trattato con il laser dove resta l'immagine del tatuaggio in bianco sulla stessa parte.
Un grosso limite all'asportazione dei tatuaggi con i laser, è data, oltre al "GOST" non gradito ai pazienti, è dato dal colore del pigmento datrattare.
Infatti, tatuaggi policromi, bianchi e i nuovi pigmenti metallici color oro, argento e cromo sono impossibili da trattare con qualsiasi laser a causa della riflessione del raggio luminoso.
Oltre all'energia luminosa abbiamo a disposizione quella elettromagnetica della radiofrequenza che deriva dai vecchi, superati e poco maneggevoli "scintillatori".

L’energia Elettromagnetica è utilizzata nel Radio bisturi (Elettrobisturi e diatermocauterio)
Si utilizza per quelle lesioni che presentano una buona conducibilità elettrica (bassa resistenza) e facili da raggiungere meccanicamente.
L’incremento termico nei tessuti trattati con la radiofrequenza, dipende essenzialmente da cinque fattori: la tensione utilizzata, la durata degli impulsi, la superficie di contatto tra elettrodo e cute, la resistenza elettrica presentata dai tessuti, la dissipazione termica del tessuto.
Per comprendere meglio questi fattori li analizzeremo uno per uno.
Il primo fattore da considerare è la tensione intesa come differenza di potenziale sul puntale del radio bisturi.
Infatti, all’aumentare della tensione, aumenta la quantità di calore ceduta al tessuto.
Il secondo fattore da considerare è il tempo medio degli impulsi.
Infatti se aumenta il tempo di erogazione di una qualsiasi forma di energia su un tessuto, aumenta anche la quantità di calore ceduta.
Oggi le apparecchiature in nostro possesso, sono molto sofisticate siano esse laser, radio bisturi o F.EL.C..
Con esse, possiamo, programmando la durata del singolo impulso, la durata del treno di impulsi e la potenza erogata, cedere una determinata quantità di calore generando un incremento termico tale da coinvolgere in modo selettivo e calibrato i tessuti circostanti.
Il terzo fattore è la superficie di contatto.
Infatti, a parità di potenza, se si utilizza un puntale di calibro minore (radio bisturi), o uno spot di emissione più piccolo(laser), l’incremento termico nel punto di contatto sarà maggiore.
Un esempio meccanico di questo principio è rappresentato dalla puntina da disegno.
Quarto, la reattanza del tessuto.
Per reattanza di un tessuto, si intende la resistenza che esso offre al passaggio di una corrente alternata.
Lesioni discheratosiche, corneificate sulla superficie, o seborroiche, presentano una resistenza elettrica elevata al passaggio della corrente.
In questi casi il radio bisturi, per compensare il minor passaggio di corrente dovuto alla resistenza elevata di queste lesioni, deve utilizzare potenze tanto elevate da non consentire un adeguato controllo delle lesioni sui tessuti circostanti.
In questi casi, il chirurgo tende ad aggredire la lesione dal lato, dove, trovando dei tessuti sani, anche la conducibilità elettrica risulta nella norma.
Così facendo, però, si causerà degli avvallamenti intorno alla superficie di taglio, con una cicatrice antiestetica sia per questi avvallamenti sia per le discromie dovute all’eccessivo approfondimento nei tessuti con interessamento dei melanociti.
Il Laser, invece, dovremmo fare i conti con lo scarso contenuto di acqua di queste lesioni(Laser a infrarosso) o con lo scarso coefficiente di assorbimento fotonico dovuto alla riflessione della luce ad opera delle squame cornee della lesione ed alla mancanza di complementarietà di colore.
In questo caso il chirurgo ricorrerà all’utilizzo di un cromoforo per colorare la lesione da operare, con un colore complementare a quello del laser utilizzato.
Il vero problema in questo caso è rappresentato dal fatto che la lesione sarà bruciata dal pigmento usato per colorarla e non dal laser.
Nel caso di utilizzo di cromofori si avranno esiti imprevedibili per quanto riguarda il perfetto livellamento della cute sana sottostante la lesione.
Ultimo fattore, importante da valutare prima di ogni intervento è la dissipazione termica che presenta il tessuto da operare ed il contesto dei tessuti circostanti.
Un tessuto discheratosico tipo un tiloma, conduce male sia la corrente elettrica sia il calore.
Infatti si comporta come un pezzo di legno sul quale si appoggi una sfera arroventata.
Viceversa se faremo diminuire la superficie di contatto o la dissipazione termica.
Il Radio bisturi, come già detto utilizza onde radio.
In base alla frequenza di emissione di queste radioonde sono classificati in modo diverso.
Per Elettrobisturi si intende un apparecchio che eroga radiofrequenza fino a 600 chilohertz, per diatermocauterio si intende un apparecchio che eroga radiofrequenza comprese tra 600 e 1500 chilohertz mentre per radio bisturi si intende un apparecchio che eroga radiofrequenza oltre 1500 chilohertz.
Oggi si utilizzano radio bisturi con frequenze fino a sei megahertz e programmabili in tutti i parametri con un sistema open source di programmazione (quindi non preimpostati) permettendo all’operatore di spaziare su una gamma di interventi fino ad ora impensabili.
Per verificare il ruolo della frequenza di emissione di un radiobisturi, inseriamo in della chiara d’uovo, un puntale costituito da un ago da 32 gouges e lungo cinque centimetri connesso con il radio bisturi.
(I sei fotogrammi della foto sotto, sono stati scattati durante una lezione di "Chirurgia Ambulatoriale Pratica" del professor Fippi nel 1998.) -

Con una radiofrequenza di 600 kilohertz vedremo punti di coagulazione diffusi, mentre la chiara d’uovo coagulerà in modo omogeneo per tutta la lunghezza dell’ago ed in particolare nel punto di penetrazione.
Sempre con la stessa frequenza, se, con una punta sferica da 2mm, trattiamo una neoformazione superficiale con 40 watt e 10 mSec, vedremo che la parte trattata assumerà l’aspetto di una ustione di primo grado sanguinante.
Con una radiofrequenza di 1150 chilohertz vedremo tutto il campo decisamente pulito rispetto ai 600 KHz mentre la chiara d’uovo coagulerà in modo omogeneo per tutta la lunghezza dell’ago leggermente meno nel punto di penetrazione.
Su una neoformazione superficiale, sempre con una punta sferica da 2mm e sempre con 40 watt e 10 mSec vedremo che la parte trattata assumerà sempre l’aspetto di una ustione di primo grado ma in questo caso non sanguinante.
Con una radiofrequenza di 1950 KHz vedremo la chiara d’uovo pulita in tutto il campo mentre la coagulazione intorno all’ago avverrà con un aspetto a mazza da basebaal con un minimo coinvolgimento del punto di penetrazione.
Sulla solita neoformazione superficiale, sempre con una punta sferica da 2mm e con 40 watt 10 mSec vedremo che la parte trattata assumerà ora l’aspetto di una crosta non sanguinante e con scarso, se pur presente, coinvolgimento dei tessuti circostanti.
Il Radio bisturi è un "medical device" utilizzato per la gran maggioranza degli interventi chirurgici.
Facile da usare ma che richiede una buona conoscenza degli effetti della radiorequenza sul protoplasma vivente.
I vari tipi di radiobisturi, strumenti eccezionali per la quasi totalità degli interventi chirurgici, presentano comunque delle importanti limitazioni.
Prima tra tutte la difficoltà che si incontra nel trattare le superfici cutanee che presentano una elevata resistenza elettrica.
Una
cheratosi cutanea offre una tale resistenza al passaggio delle onde radio che costringe il sanitario a intervenire sui tessuti circostanti scalzando la lesione.

Purtroppo in questi casi si ottengono degli avvallamenti con delle aree di acromia decisamente anti estetici.
Inoltre, a seconda della frequenza utilizzata dal radio bisturi si avranno diversi effetti sia livello cutaneo (vedi i tre fotogrammi in basso nella foto),
sia a livello dermico che ho simulato inserendo un ago da agopuntura in della chiara d'ovo per evidenziare come coagulasse a seconda della frequenza.
 (vedi i tre fotogrammi in alto nella foto).
Naturalmente è stata sempre utilizzata la stessa energia impostata sui tre diversi radio bisturi.


Per ovviare ai limiti di queste apparecchiature ho progettato, sperimentato, fatto delle pubblicazioni,scritto articoli su riviste specialistiche del settore di alcuni strumenti elettromedicali che per la prima volta al mondo utilizzano flussi di elettroni convogliati, microplasma concentrato e flussi di elettroni e protoni per un plasma catodico e anodico convogliato in grado effettuare interventi impensabili con quanto oggi a disposizione della classe medica.
Grazie alla mia preparazione in elettronica di cui mi ritengo un esperto avendo progettato e brevettato molte apparecchiature, competente in telecomunicazioni (Patente speciale di Radioamatore conseguita il secolo scorso) sono riuscito a creare oggetti utili alla mia professione di Medico-Chirurgo.
Andiamo con ordine.
F.EL.C. è l’acronimo di: Flusso di ELettroni Convogliati.
Il F.EL.C. utilizza solo elettroni con bassissima energia per ottenere gli stessi risultati di un laser o di un radio bisturi molto potenti.

Il F.EL.C. nasce dall’esigenza di intervenire su tessuti che conducono male elettricamente e che come già visto, presentano delle difficoltà per il radio bisturi e che essendo poveri di acqua o non pigmentati, presenterebbero delle difficoltà anche per il laser.
La radiofrequenza del radio bisturi, come anche la luce o i fotoni del laser, può essere assorbita, riflessa, diffusa, diffratta o trasmessa, mentre
la corrente elettrica del F.EL.C. può solo essere condotta.
Questa differenza sostanziale spiega i differenti risultati che si ottengono utilizzando l’una o l’altra forma di energia.
Infatti ciascuno di questi apparecchi è nato dall’esigenza di poter effettuare un particolare tipo di intervento che con gli altri presidi risulta poco preciso, particolarmente complesso o impossibile.

Una prima pubblicazione sulle strumentazioni utilizzate e progettate dal 1984 dal prof. Giorgio Fippi (F.EL.C.) è stata fatta all'Università di Chieti dal Prof. Antonio Scarano nel 2004 dove sono state fatte delle comparazioni tra laser, radio bisturi e il mio FELC dimostrando che con quest'ultimo strumento non si danneggiava il derma.
Sono state discusse numerose tesi a Master Universitari Nazionali e Internazionali di secondo livello sulla Chirurgia non Ablativa, aventi come relatori Docenti di Chirurgia dermatologica o lo stesso Prof. Giorgio Fippi.

La "Chirurgia non Ablativa al Plasma" è possibile grazie ad uno strumento il PLEXR (Nome e Marchio Registrati - Brevetto internazionale - Certificato D.N.V – CE0434 ed Approvato dalla Società Italiana Medicina Estetica Chirurgia Non Ablativa).

La definizione "Chirurgia non Ablativa" è una definizione antitetica (ossimoro) data dal suo ideatore (Fippi) per definire in modo volutamente provocatorio una Tecnica Innovativa destinata a rivoluzionare l'approccio terapeutico della Chirurgia Dermatologica ed Estetica.
La Chirurgia non Ablativa consente di trattare la maggior parte degli inestetismi e delle patologie cutanee, minimizzando costi, rischi e complicanze.

La Chirurgia non Ablativa nasce nel 1989 da una intuizione innovativa, dettata dall’esigenza di intervenire su alcune patologie cutanee e inestetismi, senza ricorrere a tecniche cruente; evitare di dover eseguire gli interventi solo in strutture sanitarie adeguate dato il rischio connesso agli interventi condotti con la chirurgia tradizionale; con gli anni la tecnica, grazie all’impegno del suo ideatore, si è evoluta ed ampliata investendo la quasi totalità degli interventi di chirurgia dermatologica e medicina estetica.

La Chirurgia non ablativa ha come obiettivo quello di evitare di incidere o tagliare la cute, evitare anestesie con ago e siringa, evitare punti di sutura, evitare l'uso di cerotti e ridurre al minimo il disagio del Paziente e il rischio professionale del Chirurgo.
Questa è una nuova branca della Medicina e della Chirurgia Estetica ideata, sviluppata e ogni giorno perfezionata dal prof. Giorgio Fippi e dai Medici Specialisti che lo aiutano a ottimizzare ogni tipo di intervento ciascuno adattando la tecnica alla propria branca.
E' stata perfezionata grazie alla evoluzione tecnologica al fine di evitare i rischi e le complicanze connessi agli interventi condotti con le tecniche tradizionali; ma talvolta è praticata con apparecchi obsoleti o, ancor peggio, spacciati per essere idonei alla Chirurgia non Ablativa come laser, folgoratori, radiobisturi e felc.
Interventi fino ad oggi impensabili senza ricorrere alla sala operatoria e alla chirurgia (blefaroplastica non ablativa, lifting, asportazione di neoformazioni) sono oggi possibili grazie alla Chirurgia non Ablativa con le tecniche del prof Fippi e con le apparecchiature da lui ideate.
La Chirurgia non Ablativa Epidermica non coinvolge mai lo strato papillare del derma, mentre con la Chirurgia non Ablativa dermica si modifica il derma senza provocare fibrosi e senza incidere o mettere punti.                    

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Tesi discusse ai “Master”Università degli Studi di Camerino - Master Europeo di secondo livello: Plexr Chirurgia non Ablativa - Direttore del Master Prof. Amenta, Anno accademico 2011-2012 

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidato dott. Armando Sturchio.
Trattamento Elettrochirurgico delle patologie e degli inestetismi della pelle mediante l'utilizzo del F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati) pensato e progettato dal dottor Fippi - Anno Accademico 2004-2005.

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidata dott.ssa Marialaura Filoni.
Elettroterapia in Medicina Estetica - Anno Accademico 2005-2006

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – candidata dott.ssa Carla Marcolin.
Elettrochirurgia nel trattamento degli inestetismi cutanei - Anno Accademico 2005-2006

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidata dott.ssa Roberta Graziano.
Nuovo trattamento nella Terapia dell'Acne: F.EL.C. versus trattamenti convenzionali - Anno Accademico 2006-2007

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica”Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidata Dott. essa M. Rosa Savastano.
Trattamento Elettro-Chirurgico delle Verruche e delle macchie della pelle mediante l'utilizzo del F.EL.C. (flusso di elettroni convogliati) - Anno Accademico 2006-2007

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidata dott. essa Anna Maria Balducci.
Trattamento Elettrochirurgico dell'acne volgare in fase attiva e non mediante l'utilizzo del F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati) pensato e progettato dal dottor Fippi - Anno Accademico 2005-2006.
Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidata dott. essa Franca Martino.
Trattamento Elettrochirurgico delle rughe del volto mediante l'utilizzo del F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati) - Anno Accademico 2006-2007

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidato dott. Massimo Lupoli.
Dermatochirurgia classica versus F.EL.C. - Anno Accademico 2006-2007

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidata candidato dott. essa Graziella Francellu.
Trattamento F.EL.C. delle discromie cutanee del volto. Indicazioni, metodo e risultati - Anno Accademico 2006-2007

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidato dott. Gianluca Lauria 
Trattamento Elettrochirurgico delle patologie e degli inestetismi della pelle mediante l'utilizzo del F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati) - Anno Accademico 2006-2007

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidato dott. Bruno Allori.
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Trattamento dell'acne mediante l'utilizzo del F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati) - Anno Accademico 2007-2008

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Trattamento Elettrochirurgico degli inestetismi della pelle in presenza di acne mediante l'utilizzo del F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati) - Anno Accademico 2007-2008

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Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidato dott. Mohammed Musleh.
Ruolo del F.EL.C. nel trattamento dell'inestetismo del volto - Anno Accademico 2008-2009

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi – Candidata Dott. essa Barbara Cassese Trattamento Elettro-Chirurgico delle macchie cutanee mediante l'utilizzo del F.EL.C. (flusso di elettroni convogliati) - Anno Accademico 2009-2010

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Facoltà di Medicina e Chirurgia Master di II° livello in "Medicina Estetica” Direttore prof. Renato Lauro - Relatore Professor Giorgio Fippi - Candidato dott. Franco Pisano.
Blefaroplastica senza Chirurgia - Anno Accademico 2009-2010
PUBBLICAZIONI - ABSTRACT – ARTICOLI – RUBRICHE SU RIVISTE

“X benessere - anno 1 Anno 2007 n°4 pag 16 - Needle Shaping” -
“Ultimate Beauty - anno 2008 N°1 pag. 54 - Senza Varici”- Editore Altavia Italia.
“Ultimate Beauty - anno 2008 N°8 pag. 44 - Cosmetica post trattamento” - Editore Altavia Italia.
“Ultimate Beauty - anno 2008 N°2 pag. 38 - Trucco permanente” - Editore Altavia Italia.
“Ultimate Beauty - anno 2008 N°3 pag. 60 - Pelle con la Radiofrequenza” - Editore Altavia Italia.
“Ultimate Beauty - anno 2009 N°6 p92 - Non rimandare a domani ...” - Editore Altavia Italia.
“Bellissima oggi - anno 2009 N°2 pag. 44 - Post trattamento elettrobeam” - Editore Altavia Italia
"La Pelle - anno 16 N°7 - 2011 - "Curare l'acne senza farmaci" -
"La Pelle - anno 16 N°9 - 2011 - Blefaroplastica senza intervento" -
"La Pelle - anno 16 N°11 - 2011 - Eliminare con facilità gli Xantelasmi" -
"La Repubblica anno 18 N°45 nov. 2011 - Chirurgia non Ablativa: risultati eccellenti senza bisturi -
"Il Tempo 30 nov. 2011 pag 18 - La Chirurgia non Ablativa in Medicina Estetica -
"Il Messaggero anno 134 N°33 febb. 2012 - La Pexr-Chirurgia non Ablativa -
"Dossier Medicina anno 6 N°16 - 2012 - La Blefaroplasica non Ablativa -
"Dp Mag luglio 2012 - La Chirurgia senza Bisturi - Macchie addio con il Plexr
"Dp Mag sett. 2012 - Blefaroplasica senza Bisturi -
"Dp Mag dic. 2012 - Needle Shaping: Aumenti Volumetrici senza Filler -
Testi Scientifici:
"Elettrochirurgia a flusso di elettroni convogliati Capitolo 27 - Trattato di Medicina Estetica - Prof Alberto Massirone - Piccin Editore - Padova 2010.    www.piccin.it
"Le basi della Medicina Estetica e del Benessere - la Chirurgia non Ablativa in Medicina Estetica - Leonardo Tamassia - Piccin Editore - Padova 2011
"Anti-Aging - Donna e Menopausa - cap.24 la Chirurgia non Ablativa in Medicina Estetica - prof.Osvaldo Sponzilli - Editore: Medirranee dic. 2012
"La Medicina Estetica per Medici e Odontoiatri" Testo Unico di preparazione agli esami del Master in Medicina Estetica Università Tor Vergata a cura deel prof. Antonio Guida. Capitolo "Chirurgia non Ablativa" pagg.435-479 prof. Giorgio Fippi. Università di Tor Vergata Anno accademico 2012-2013.
“Abstract dal XXVIII Congresso nazionale della SIME Anno 31 N°1 maggio 2007 Elettro-Beam nella
correzione degli inestetismi del volto: macchie cutanee, acne attiva, cicatrici ed altro”. pag. 56 editrice
Salus Internazionale

Abstract dal XII Congresso Internazionale della "Società Internazionale di Dermoestetica" Sorrento 6
-7- 8 dicembre 1996
Abstract de la "Vas Jornadas Mediterráneas de Medicina y Cirugía Estéticas" - Sitges (Barcellona) el
3,4,5 y 6 Abril 1997
Abstract dal Congresso Internazionale della Società Italiana di estetologia - San Miniato PISA -19-20
giugno 1999
Abstract dal Congresso "Estetica Uomo" della A. E. P.E. - SIENA - 13-14 febbraio 2000 -
E tutti gli Abstract evincibili dai congressi riportati sul curriculum.

TRA BREVE SARANNO INSERITI TUTTI GLI ARTICOLI APPARSI SUI QUOTIDIANI ITALIANI A I FILMATI DELLE PRINCIPALI TV IN CUI SI E' PARLATO DELLA MIA CHIRURGIA PLEXR NON ABLATIVA.UN CAPITOLO A PARTE RIGUARDERA' LE PUBBLICAZIONI E LE RICERCHE INTERNAZIONALI CHE PUBBLICHEREMO SUL SITO S.I.M.E.C.N.A. www.simecna.it e su www.chirurgianonablativa.it .

 
Blefaroplastica non chirurgica.   La Blefaroplastica in Chirurgia non Ablativa: questa metodica con dei piccoli punti di sublimazione è in grado di far accorciare la cute in eccesso senza assottigliarla, con una tecnica indolore e senza sanguinamento. La blefaroplastica non ablativa, come dice lo stesso nome, non ricorre al bisturi tradizionale, al radio bisturi o al laser per rimuovere la cute in eccesso, evitando così tutti i rischi connessi con l’intervento condotto con la Chirurgia tradizionale. Questa tecnica di Blefaroplastica è “Dinamica” in quanto permette all’operatore di invitare il paziente ad aprire e chiudere gli occhi durante il trattamento, mostrando così le pliche di cute ancora da trattare. La Chirurgia non Ablativa orbito palpebrale è utilizzata nell'oftalmoplastica estetica tridimensionale. "Blefaroplastica non Ablativa Dinamica 3D" è la tecnica utilizzata da anni per correggere le alterazioni di convessità e di concavità in plus o in minus dei tessuti orbitopalpebrali. Regole, medicazioni e protocolli da seguire per un corretto svolgimento della blefaroplastica non ablativa.     Scopri di più
 
Cura definitiva dell’acne attiva senza uso di farmaci.   Il problema dei pazienti affetti da vari tipi di acne, è stato affrontato in modo totalmente diverso dal tradizionale, viste le ricadute che si ripresentano alla sospensione della terapia farmacologica sia topica che sistemica. Con questa tecnica si possono trattare sia i comedoni aperti che chiusi, effettuando una vera e propria plastica del follicolo pilosebaceo deformato dal processo acneico. Se il dotto del follicolo pilifero della ghiandola sebacea si ostruisce a causa di una eccessiva cheratinizzazione, il sebo, non potendo uscire, ristagna dando luogo a delle microcisti che possono infiammarsi o infettarsi. Le microcisti sebacee, i milia e i comedoni dovranno essere trattati solo facendo sublimare la membrana soprastante la raccolta di sebo mentre, le pustole attive, dovranno essere trattate allo stesso modo, ma intervenendo solo sulla corona circolare virtuale che delimita la parte gialla della pustola, dall’area arrossata circostante.   Scopri di più
 
Xantelasmi trattati senza ricorrere alla chirurgia   Xantelasma: lesione della palpebra dovuta a infiltrazione di sostanze grasse Come dice il nome stesso si tratta di lesioni giallastre (xantos=giallo) che tendono ad invadere sia le palpebre superiori, sia le inferiori sia il contorno occhi. Diversamente da quanto si crede non esiste una correlazione tra xantelasmi e alti valori di colesterolo nel sangue. Trattate con la classica chirurgia, queste formazioni giallastre, tendono a recidivare, presentando una serie di inconvenienti post operatori che, anche se minimi, creano disagio e preoccupazione sia al paziente sia al chirurgo.
La Chirurgia non Ablativa per sublimazione evita qualsiasi tipo di complicanza o di effetto collaterale indesiderato. Per eseguire l’intervento non è necessario applicare creme anestetiche. La parte trattata deve essere detersa delicatamente dopo ogni passaggio di sublimazione. Non si avrà mai sanguinamento e quindi nessun tipo di cicatrice.  Scopri di più
 
Cisti sebacee asportate senza intervento chirurgico.   Le cisti sebacee sono delle neoformazioni contenenti cheratina, sebo e cellule morte. Sono delimitate da una capsula detta anche "cencio necrotico. Il trattamento delle cisti sebacee in chirurgia non ablativa prevede, effettuata una corretta diagnosi della lesione, l’apertura di un foro di comunicazione con l’esterno senza sanguinamento. Da questo foro si estruderà il contenuto cistico e la stessa capsula rivoltandola all’esterno aiutandoci con una pinzetta (Kelly o simili). Considerato che le cisti sebacee raramente hanno una guarigione spontanea ma possono raggiungere dimensioni importanti oppure ridursi a un piccolo grumo fibroso di tessuto cicatriziale che resta silente negli anni, grazie a questa tecnica non cruenta siamo in grado di eliminare la ciste in toto e le eventuali recidive.    Keywords:   Formazioni cistiche, cisti sebacee, cisti sinoviali, cisti pilonidale, granuli di Fordyce, cisti pilare, flemmone, grani di miglio, cisti epidermoide, punti bianchi, foruncoli, cisti acneica, microcisti, pustola. 
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Discromie cutanee Le discromie cutanee sono rappresentate da aree più o meno grandi  della superficie cutanea di iperpigmentazione o di ipocromia e in alcuni casi di acromia dovute a un eccesso o a una riduzione della presenza di melanina nei tessuti. Una delle più frequenti situazioni di ipercromia è rappresentato dal melasma o cloasma causato da squilibri ormonali o ad assunzione di idantoina o ormoni sessuali. La sublimazione dei tessuti epidermici ci consente di intervenire con successo sulle discromie della pelle. Due sono le tecniche di sublimazione dei tessuti: la tecnica “spray” e la tecnica “spot”. La tecnica da eseguire per il trattamento delle discromie cutanee è quella "Spray" in quanto se operassimo con la tecnica "Spot" avremmo un accorciamento con aumento di spessore della parte trattata. Utilizzando la tecnica Spray, sublimeremo i tessuti come se usassimo un aerografo ottenendo risultati duraturi nel tempo sia nelle forme ipercromiche sia in quelle ipocromiche a patto di usare la tecnica corretta. Scopri di più
 
Needle Shaping: lifting e volumetrie senza filler   Una tecnica non invasiva per aumentare di volume labbra e zigomi. Lifting senza chirurgia, senza fili di trazione. Grazie a questa tecnica, oltre ad aumentare le volumetrie carenti con la ricostruzione volumetrica autologa, si possono sollevare per trazione quelle parti somatiche che, sottoposte alla trazione esercitata dalla forza di gravità o alle sollecitazioni meccaniche posturali, hanno ceduto assottigliando il derma.   Keywords:   Lifting malare, rughe facciali glifiche, Rughe Facciali = lines,  Grinze = creases, Pieghe nasogeniene o nasolabiali = folds, collare di venere, fili di trazione = barb-wire, aumento del tono cutaneo, aumento volumetrico delle labbra.    Scopri di più
 
Asportazione Tatuaggio nero, tatuaggio policromo, Trucco permanente, tatuaggi artigianali.   La rimozione dei tatuaggi mediante flussi di elettroni convogliati o mediante plasma potenziato, deve essere effettuata prestando particolare attenzione. Infatti è necessario effettuare un test in un punto difficile, dove il pigmento utilizzato sembri maggiormente concentrato, per valutarne cicatrizzazione e cromatismo cutaneo ma senza alterare l'estetica del tatuaggio. In molti tatuaggi di tipo tribale, conviene trattare una parte all’interno di una delle foglie, in modo artistico, per evitare di rovinarlo ma per verificare a 28 giorni la perfetta asportazione di tutto il pigmento e la corretta riepitelizzazione della parte Se il risultato sarà accettabile e, conviene ricordarlo, il paziente dimostrerà di sapersi medicare seguendo i consigli che gli avremo dato, solo allora si procederà alla rimozione completa.    Scopri di più
 
Corno corneo o corno epidermico asportati per sublimazione   Il corno cutaneo o epidermico è un ispessimento circoscritto dello strato corneo cutaneo. E’ opportuno asportarlo per il rischio di un evoluzione neoplastica. Per ottenere dei risultati eccellenti dovremo utilizzare uno strumento in grado di compensare la notevole impedenza di questo tipo di lesione livellandola alla base con i tessuti circostanti. Si deve evitare di sollecitare la lesione con trazioni laterali per la facilità di sanguinamento. Nel caso di corni epidermici molto rilevati, conviene, per motivi di tempo, agire alla base e leggermente sopra al piano cutaneo. Una volta asportata la lesione si procederà a livellare la parte eliminando completamente la lesione.   Keywords:   corno cutaneo, massa cheratosica esofitica, cornu cutaneum, cheratosi attinica, corneoma.     Scopri di più
 
Lifting senza chirurgia - Cute rilassata del collo, trattata in una sola seduta di Soft Lifting non Ablativo secondo la tecnica del dottor Fippi.
Come sempre non si deve incidere la cute, non si devono mettere punti, non si deve fasciare o medicare la parte ma principalmente non si devono iniettare farmaci o ANESTETICI!!! - Si faranno sublimare solo le cellule morte dello strato corneo superficiale in punti grandi al massimo mezzo millimetro quadrato e separati l'uno dall'altro da una superficie uguale a quella dell'area sublimata.

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